“LA FIERA NEL MIO PAESE” – MODUGNO NOVEMBRE 2017

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“La fiera nel mio paese” è il titolo di un interessantissimo editoriale del prof. Michele Macina pubblicato sulla rivista “Nuovi Orientamenti” nel 2015, dove accanto alle note storiche della tradizione fieristica modugnese vi è un’approfondita analisi su come “ripensare le future edizioni della Fiera del Crocifisso e conferire ad essa una sua identità, che recuperi il suo spirito originario”. Anche questo 2017 nella seconda e terza domenica di novembre ha visto lo svolgersi a Modugno della tradizionale “Fiera del Crocifisso”, legata alla celebrazione di un evento ritenuto miracoloso, accaduto nel 1622. Il tredici novembre di quell’anno un fulmine si abbattè sulla chiesa di Maria Santissima Annunziata, uccidendo tre sacerdoti e un chierico, bruciando l’asta della croce, ma lasciando intatta la figura del Cristo. L’interpretazione popolare ravvide in quell’avvenimento un segno miracoloso e da quel momento in poi ogni anno a novembre i modugnesi presero a celebrare l’evento con una festa in onore del Crocifisso della durata di otto giorni. La Fiera di Modugno, essendo l’ultima fiera dell’anno, rivestiva particolare importanza, poiché permetteva ai cittadini e ai forestieri di acquisire tutto l’approvvigionamento invernale necessario. “Fra Cinquecento e Seicento Modugno svolge un ruolo centrale  nel commercio della Terra di Bari”, scrive il prof. Macina, “soprattutto per essere diventata nel tempo “una vera e propria piazza di contrattazione per i vaticali (trasportatori, ndr)”. “Si dirà: i tempi cambiano e nulla può essere come prima”, continua il prof. Macina, “ma il vero cambiamento comporta la trasformazione di una tradizione e, pertanto, la sua realizzazione nel presente, che non può comportare però l’annullamento della sua stessa identità storica”. Dunque, in quale modo “ripensare oggi la natura, la modalità e i luoghi di svolgimento della Fiera?”, nell’epoca del web marketing, dei social network, della generazione del consumatore 2.0, onde evitare la sua identificazione con il “generico mercato del venerdì”, come acutamente sottolinea il professore? “Non c’è innovazione senza tradizione”, afferma l’economista Marco Vitale, “senza passato non c’è futuro”; quando s’innova,  si rinnova una tradizione, che altro non è che “il progresso che è stato fatto ieri”. Credo anch’io che “il futuro della Fiera del Crocifisso è legato al suo generale ripensamento”, soprattutto perché a dettare le regole di un buon movimento dell’economia in una società frenetica come quella di oggi è la massima efficienza e la rapidità nel soddisfacimento dei propri bisogni. Nel frattempo, il Crocifisso miracoloso si può sempre ammirare all’interno della chiesa Matrice, nella nicchia posta sull’altare della Cappella dell’Addolorata.

Angela Patrizia Barile

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