ESSERE O NON ESSERE FELICI, QUESTO E’ IL PROBLEMA …… Angela Patrizia Barile

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ESSERE O NON ESSERE FELICI, QUESTO E’ IL PROBLEMA

Senza scomodare Amleto, il Principe di Danimarca troppo ossessionato dalla sete di vendetta e molto cinico  e indeciso per poter essere, ovviamente, felice, la domanda sull’essere o non essere felici o su cosa sia o non sia la felicità resta un bel dilemma. La felicità è la più grande aspirazione dell’uomo, essa è addirittura sancita come un diritto dalla Costituzione americana, il 20 marzo è la Giornata Mondiale voluta dall’Onu in cui la si celebra, è quel “qualcosa” che tutti desiderano, difficile da definire, ma poi davvero così inafferrabile? Le neuroscienze hanno dimostrato che la “sensazione di felicità o infelicità” dipende in larga misura dalla chimica del cervello, essendo essa posizionata tra le pieghe della corteccia cerebrale prefrontale sinistra, dove confluiscono i geni di tipo 5-HTT, grossi trasportatori di serotonina. Recenti studi hanno altresì affermato che “l’attitudine alla felicità sarebbe dovuta per il 50 per cento ai nostri geni, per il 10-15 per cento a fattori esterni, almeno il 35 per cento alla nostra maniera di pensare”.  Pare anche che una psicologa inglese, Carol Rothwell abbia trovato l’equazione algebrica della felicità: Felicità = P + ( 5Xe ) + ( 3Xh ), dove P sta per caratteristiche personali, E per bisogni esistenziali e H per bisogni di ordine superiore. Ma può la felicità ridursi ad una ricetta “formato famiglia”? L’Italia ha risposto facendo scendere in campo direttamente il coach, l’allenatore, i cui dettami possano aiutare  a raggiungere un maggior benessere correggendo il miraggio della perfezione ad ogni costo, perché non è essere sempre inappuntabili che ci rende felici, ma essere in armonia con se stessi. La felicità, dunque, si trova dentro di noi, e di sicuro esiste una formula diversa per ciascuno di noi, una felicità su misura. Personalmente sono d’accordo con Henry van Dyke quando dice che  la felicità è interiore, non esteriore, non dipende da ciò che abbiamo, ma da ciò che siamo, perché ritengo che la gioia nulla abbia a che vedere con i condizionamenti esterni, neanche la realizzazione di un desiderio porta alla vera felicità, in quanto caratteristica di ogni desiderio è quella di essere sostituito subito da un altro, non essendo nessun desiderio mai realmente appagante. Infatti, paradossalmente la soddisfazione di un desiderio lascia insoddisfatti, perché l’averlo esaudito lo priva quasi subito di interesse, lasciandoci frustrati e infelici, e sappiamo quanto non esista niente di più facile da controllare di una persona infelice. “La felicità non è un’emozione né un sentimento, non è piacere dei sensi eppure è qualcosa che è in questione in tutti i momenti della nostra vita affettiva, così come ogni paesaggio include un cielo”, scrive la docente di filosofia Roberta De Monticelli, “La felicità è uno stato di pienezza che ci fa sentire vivi , sensibili per tutto quello che abbiamo intorno. Per questo la felicità è anche la capacità di provare dolore. E il contrario della felicità è l’apatia, l’indifferenza”. Cos’è, dunque, la felicità? E’ “amore e nient’altro”, come scriveva Hermann Hesse? Essere felici significa essere il meno infelici possibile, “vivere passabilmente”, come affermava Arthur Schopenhauer? Felicità è semplicemente essere se stessi? E’ “l’assenza di dolore”, come insegnava Aristotele? E’ gioia immotivata? E’ qualcosa che si possiede già? E’ gioia condivisa? E’ una ricerca continua? La felicità è qualcosa che “può essere trovata a condizione di non cercarla”? E’ una giornata di sole? E’ una tazza di cioccolata calda durante un piovoso pomeriggio autunnale? E’ un buon tenore di vita? E’ un “risveglio dell’anima”? Di sicuro “ di fronte al mare la felicità è un’idea semplice”.

Angela Patrizia Barile

 

TO BE OR NOT HAPPINESS, THIS IS THE PROBLEM….Angela Patrizia Barile

 

Without being overwhelmed by Hamlet, the Prince of Denmark too obsessed with the thirst for vengeance and very cynical and undecided in order to be, of course, happy, the question of whether or not to be happy or whether or not happiness remains a big dilemma. Happiness is the greatest aspiration of man, it is even sanctioned as a right by the American Constitution, March 20 is the World Day wanted by the UN when it is celebrated, is that “something” that everyone desires, difficult to define, but then really so elusive? Neuroscience has shown that the “feeling of happiness or unhappiness” largely depends on brain chemistry, as it is positioned between the folds of the left prefrontal cortex, where 5-HTT genes, large serotonin transporters, converge. Recent studies also stated that “the attitude towards happiness would be due to 50 percent of our genes, 10-15 percent to external factors, at least 35 percent to our thinking.” It also seems that an English psychologist, Carol Rothwell, has found the algebraic equation of happiness: Happiness = P + (5Xe) + (3Xh), where P stands for personal characteristics, and for existential needs and H for higher order needs. But can happiness be reduced to a “family size” recipe? Italy responded by stepping into the field directly with the coach, the coach, whose dictates can help achieve greater well-being by correcting the mirage of perfection at all cost, because it is not always unmistakable that makes us happy, but being in harmony with oneself. Happiness is therefore within us, and there is certainly a different formula for each of us, a tailored happiness. Personally I agree with Henry van Dyke when he says that happiness is inner, not external, it does not depend on what we have, but from what we are because I feel that joy has nothing to do with external conditioning, not even the realizing a desire leads to true happiness, as the characteristic of every desire is to be replaced immediately by another, since there is no desire ever truly fulfilling. Indeed, paradoxically, the satisfaction of a wish leaves us dissatisfied, because it has been deprived of it almost immediately of interest, leaving us frustrated and unhappy, and we know that there is nothing easier to control an unhappy person. “Happiness is not an emotion or a feeling, it is not pleasure in the senses, but it is something that is at stake in all the moments of our affective life, as every landscape includes a sky,” writes philosophy professor Roberta De Monticelli , “Happiness is a state of fullness that makes us feel alive, sensitive to everything we have around. For this reason happiness is also the ability to experience pain. And the opposite of happiness is apathy, indifference. ” What, then, is happiness? Is “love and nothing else,” as Hermann Hesse wrote? Being happy means being the least unhappy possible, “living passively”, as Arthur Schopenhauer said? Happiness is simply to be yourself? Is “the absence of pain,” as Aristotle taught? Is Unemployed Joy? Is this something you already have? Is Joy Shared? Is it a continuous search? Happiness is something that “can be found as long as it does not look for it”? Is it a sunny day? Is it a cup of hot chocolate during a rainy autumn afternoon? Is it a good standard of living? Is it a “revival of the soul”? Of course, “in front of the sea, happiness is a simple idea.”

Angela Patrizia Barile

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